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Robot City

FUORI SALONE 2017

04-04-2017 / 08-04-2017

White Slave, un progetto di Giuseppe Veneziano, ideato da Gualtiero Vanelli.

In una Milano sfavillante che ospita appuntamenti, cocktail privati, apre i propri salotti e svela i suoi giardini segreti, il Salone del Mobile e la costellazione di eventi che rientrano nel grande happening culturale chiamato Fuorisalone, sono stati l’occasione per presentare White Slave un progetto inedito, prodotto da Robot City che nasce da una felice collaborazione tra l’imprenditore e mecenate Gualtiero Vanelli e l’artista Giuseppe Veneziano.

Lungo una delle vie più eleganti del centro storico, all’interno di Artcurial in Italia in Corso Venezia 22, un allestimento sorprendente ha permesso al pubblico di fare un salto nel “paese delle meraviglie”. Oltre una soglia fantastica che prende la forma di un buco della serratura, il visitatore ha dovuto “farsi piccolo” per potere assistere al dialogo silenzioso tra le due White Slave di Giuseppe Veneziano raffiguranti Biancaneve: una scultura in marmo statuario di Carrara realizzata nei laboratori di Robot City, che si erge su un grande tappeto rosso intenso e il dipinto da cui è stata tratta.

A partire dal quadro, Biancaneve esce dalla fiaba per raccontare un’altra storia: smaliziata, seduta su una Panton, idealmente strizza l’occhio alla settimana del design, ma in concreto guarda il visitatore dritto in volto e si rende protagonista di un gioco sensuale in cui, a dispetto del titolo e dei lacci ai polsi, fa da padrona.

L’incontro con il carrarese Gualtiero Vanelli, erede di una tradizione che vede la propria famiglia impegnata da centinaia di anni nella lavorazione del marmo di Carrara, ha finalmente permesso a Giuseppe Veneziano, celebre esponente del New Pop italiano (Italian Newbrow), di confrontarsi per la prima volta con il marmo. Secondo una comunione di intenti volta a promuovere una costante sperimentazione linguistica entro i confini della tradizione, il quadro si trasforma in scultura, traducendo il soggetto dalla bidimensionalità propria della pittura, al plastico tutto tondo.

White Slave si inscrive in un percorso più ampio che Gualtiero Vanelli porta avanti con l’obiettivo di proiettare il marmo, materiale nobile per eccellenza, nel contemporaneo attraverso l’utilizzo di sistemi di altissima tecnologia e processi robotizzati in sinergia con la più attenta ed esperta manualità dei maestri artigiani.

Di questo ha parlato Vittorio Sgarbi lunedì 3 aprile di fronte al pubblico di addetti ai lavori accorsi per assistere allo svelamento dell’opera, sotto la guida esperta del rinomato critico d’arte.

I festeggiamenti sono poi proseguiti nel corso della serata: intorno alle 19.00 Gualtiero Vanelli e Giuseppe Veneziano hanno tagliato il nastro permettendo a ospiti, turisti e visitatori di accedere all’esposizione accompagnati dal sax del musicista di fama internazionale, Michael Ghegan. Nella sala laterale di Palazzo Crespi l’azienda Gelostandard ha offerto una speciale degustazione di gelato alla mela rossa grazie ad un mantecatore, destinato a rivoluzionare il mondo del gelato, interamente rivestito in marmo di Carrara.

Nel corso delle cinque giornate di apertura un folto pubblico ha visitato l’allestimento, complice l’atmosfera festosa che permeava la città e il caldo primaverile, fronteggiato dal freschissimo gelato alla mela che tutti i giorni, a partire dalle 18.30, è stato distribuito liberamente ai presenti.

I social network hanno registrato un altissimo livello di partecipazione, mentre l’hashtag #Whiteslave imperversava su instagram, riunendo scatti di entusiasti visitatori impegnati a riprodurre le pose della Biancaneve di Veneziano o a interagire con la sua avvenente figura.

Molti anche i VIP che hanno visitato la mostra, dal cantante Dente allo scrittore Andrea Pinketts, ma un passaggio d’eccezione è stato quello di Belen Rodriguez che ha scatenato una fila infinita di curiosi e paparazzi all’esterno della sede espositiva.